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i giovani fuggono dall'Italia. Si torna ad emigrare, come ai tempi dei nostri nonni


I giovani fuggono dall'Italia. Si torna ad emigrare, come ai tempi dei nostri nonni, dove l'economia gira un po' di più. A dare ufficialità ad un fenomeno che a noi trentenni era già noto è l'Istat. Le difficoltà sul mercato del lavoro hanno spinto a cercare nuove opportunità al di là dei confini dell'Italia: nel 2012 hanno lasciato il Paese oltre ventiseimila giovani tra i 15 e i 34 anni, 10 mila in più rispetto al 2008. Negli ultimi cinque anni, sono stati quasi 100 mila ad abbandonare la penisola.
Si cerca fortuna altrove. Quanti dei vostri amici lo stanno già facendo? Io ho contato i miei e sono diversi. Le loro mete: Cork (Irlanda),  Londra (Gran Bretagna), Madrid (Spagna), Svizzera, Lussemburgo ma soprattutto, in particolare gli ingegneri, Germania. Il report annuale dell'Istat conferma anche questo dato: l'occupazione in Germania dopo una leggera flessione nel 2009, ha ricominciato a crescere vigorosamente sino a far misurare tra il 2008 e il 2013 un aumento di oltre 1 milione 909 mila occupati e di 3,2 punti nel tasso di occupazione, attestandosi nel 2013 al 73,3 per cento, circa 9 punti sopra la media Ue28. Crescite maggiori di un punto percentuale si registrano anche nel Lussemburgo.
TassoDisoccupazioneUe-2
Sono tanti anche i giovani che hanno superato i confini dell'Unione Europea per partire alla volta di Paesi come gli Emirati Arabi o l'Oman dove, per chi conosce l'inglese e ha una laurea, i posti di lavoro ben pagati non mancano: architetti, piloti, assistenti di volo e ingegneri i più ricercati.
Forse a distinguere la fuga dei trentenni da quella dei propri nonni è proprio questo: il lavoro che vanno a fare e le destinazioni in cui riescono a farlo. I nonni che sono partiti avevano la terza media (quando andava bene), facevano gli operai in fabbrica in Germania o aprivano una pizzeria o un ristorante in America e fuggivano dalla povertà vera; Il report dell'Istat ci dice che oggi sono proprio gli operai quelli che soffrono più la crisi mentre sono in forte crescita le professioni non qualificate e quelle esecutive nel commercio, nei servizi e nel lavoro d’ufficio. Il calo occupazionale risulta più contenuto tra i laureati ma in Italia al minore svantaggio relativo dei laureati, tuttavia, si associa il fenomeno della sovraistruzione, ovvero accettare lavori meno qualificati rispetto al proprio titolo di studio.
I trentenni di oggi sono professionisti e se decidono di lasciare l'Unione vanno in Asia, dove hanno la possibilità di trovare, senza raccomandazione, un impiego nel settore per cui hanno studiato e ad avere una busta paga degna. Nei luoghi del Medio Oriente in cui vanno, 50 anni fa c'era solo il deserto e ora, invece, c'è anche la pista da sci artificiale, dentro ad un centro commerciale, e il grattacielo più alto del mondo. Sia chiaro: non che queste opere edilizie siano cose di cui andare fieri ma almeno loro cercano di costruire qualcosa e considerando che sono partiti da zero ci stanno riuscendo benissimo, mentre l'Europa e l'Italia in particolare continua a voler vivere di rendita senza nemmeno prendersi cura degli splendidi monumenti che ha, rischiando così di distruggere il passato senza aver fatto cose degne di nota per i posteri. Il sogno americano sta lasciano il posto a quello asiatico, lo dicono varie analisi tra cui "Global Trends 2030: Mondi Alternativi" redatta dal National Intelligence Council dell'ODNI (Ufficio del Direttore della National Intelligence) secondo la quale l'Asia, entro il 2030, supererà il Nord America e l'Europa insieme in termini di indici di potenza complessiva - PIL, popolazione, spese militari e investimenti tecnologici. Il Financial Times, citando uno studio dell'International Comparison Program della Banca Mondiale, aggiornato per la prima volta dal 2005, a fine aprile ha raccontato che la Cina diventerà l'economia più forte al mondo già prima della fine di quest'anno. Gli Stati Uniti perderanno il primo posto che detengono dal 1872, quando avevano superato la Gran Bretagna. India terza. A conferma che sono numerosi gli italiani che lasciano tutto per andare in Oriente e trasferirsi in Cina nel 2013 è nata anche l'Associazione giovani italiani in Cina. Ci sarà mai un momento per il sogno europeo?
fonte http://www.today.it/blog/trentenni-sottosopra/emigrazione-italiani-asia.html