acquista su amazon

Bonus “bebè”: per i nuovi nati 80 euro al mese

Si fa presto a dire “bonus bebè da 80 euro al mese”. Premesso che le sorti del testo del Disegno di legge di Stabilità 2015 saranno note non prima di fine anno, termine ultimo per l’approvazione della manovra, l’attuale formulazione dell’art. 13 sul c.d. bonus bebè, nella versione “bollinata” dalla Ragioneria generale dello Stato, con una mano dà, e con l’altra si prepara a togliere

La disposizione (“Misure a favore delle famiglie”) prevede, al comma 1, la corresponsione di un assegno di 960 euro all’anno, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017, ai genitori che, nell’anno solare precedente a quello di nascita – o adozione - del bambino beneficiario, abbiano conseguito un reddito complessivo del nucleo familiare (determinato ai sensi dell’art. 2, comma 9, D.L. 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla Legge 13 maggio 1988 n. 153) inferiore o pari a 90 mila euro. Detto limite di reddito che non opera a partire dal quinto figlio nato o adottato.

Il beneficio – che non concorre alla formazione del reddito complessivo di cui all’art. 8 T.U.I.R., e di cui non si tiene conto ai fini della verifica dei limiti di reddito per l’erogazione del c.d. bonus IRPEF, di cui all’art. 13, comma 1-bis, T.U.I.R. - è riconosciuto fino al compimento del terzo anno d’età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione, per i figli di cittadini italiani o di uno Stato membro UE o di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno di cui all’art. 9 del D.Lgs. n. 286/1998 e successive modificazioni. L’assegno viene corrisposto dall'INPS non in via automatica ma dietro presentazione di apposita domanda. 

Le disposizioni attuative, ai sensi del comma 2 della norma, verranno definite con decreto interministeriale (Lavoro, Salute, Economia) entro 30 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità. Gli oneri stimati per l’attuazione della misura sono pari, secondo quanto previsto dal comma 4, a: 202 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015 e 2020; 607 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2019; 1.012 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018. Fin qui tutto bene, se non fosse che il comma 3 della norma, nel prevedere, da parte dell’INPS, il monitoraggio del “numero dei maggiori oneri derivanti dalle disposizioni” in esame, con l’invio di relazioni mensili al Ministero del Lavoro, dispone che, laddove in attuazione della misura in esame “si verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alla previsione di spesa di cui al comma 4”, allora si provvederà, con decreto del Ministero dell’Economia (di concerto con i Ministeri del Lavoro e della Salute), “a rideterminare l’importo annuo di cui al comma 1 e il limite reddituale ivi indicato”. 

Se il rischio è quello di ritrovarsi all’improvviso con un bonus ridotto o addirittura senza bonus (perché magari sono mutati i limiti di reddito), l’incentivo alla natalità, cui il bonus bebè è espressamente finalizzato, rischia di essere ben poco “incentivante”. 

Fonte: Fiscopiù - Giuffrè per i Commercialisti - www.fiscopiu.it/news/bonus-beb-i-nuovi- nati-80-euro-al-mese-forse 
Bonus “bebè”: per i nuovi nati 80 euro al mese
fiera uccelli

Commenti

google-playkhamsatmostaqltradent